Blog IndexArchivio ImmaginiCercaLoginRegistrati

 

Video Pillole di cinema 3 – La memoria e il ricordo
Posted on Fri, 23 Jan 2009 12:17:00 by Paolo

blog image “Amarcord” (1973) di Federico Fellini è, fin dal titolo, l’esempio classico di film ispirato ai ricordi, alla memoria (“a m'arcord” in dialetto romagnolo significa “mi ricordo” ed è un modo di dire ormai entrato nel linguaggio comune oltre che in tutti i dizionari, non solo italiani).
Il film, la cui sceneggiatura è di Fellini stesso e del grande Tonino Guerra (ricordate “Gianni, l’ottimismo è il profumo della vita !!” ? ecco, lui….) è costituito da una serie di episodi legati all’infanzia degli autori: il transatlantico Rex, il passaggio della Mille Miglia, l’arrivo del gerarca fascista, la nevicata con neve alta 2 metri.
Il film è popolato da personaggi immortali: la tabaccaia, la Gradisca, la Volpina, il nonno che si perde nella nebbia, lo zio matto che grida dalla cima di un albero “voglio una donnaaaaa !!!”, lo sceicco alto poco più di un metro che arriva col suo harem.
Fellini, come sempre, gira il film quasi interamente in studio perché per rendere universali e immortali i ricordi è necessario non tanto essere “realisti” quanto costruire l’atmosfera, il sentimento, affrancarsi dalla realtà ed elevarsi alla poesia. Ecco quindi il Rex (che non è mai passato davanti alle coste romagnole), la neve alta 2 metri (mai vista in quelle zone, ma per un bambino anche pochi centimetri sembrano un’enorme quantità), l’immenso albero che sembra un baobab africano su cui si rifugia lo zio matto, il magnifico pavone che magicamente compare dal nulla durante la battaglia di palle di neve, ecc.
“Radio Days” (1987), di Woody Allen è la versione ebraico-newyorkese di "Amarcord". Così come il suo “progenitore”, “Radio Days” è un film senza trama; Allen, grande ammiratore di Fellini, realizza una serie di episodi ispirati a ricordi d’infanzia, familiari e scolastici, ognuno legato a una delle canzoni importanti nella sua giovinezza.
Fellini si ricorda (o crede di ricordarsi) del passaggio del Rex davanti a Rimini; Woody Allen si ricorda di quando andava di fronte all’oceano per cercare di avvistare gli U-Boot tedeschi. Una volta gli era addirittura parso di vederne uno. Ma forse anche quello era solo uno scherzo della memoria. Ma poi, in fondo, cosa importa ?



Video Pillole di cinema 2 - I remake
Posted on Fri, 09 Jan 2009 13:50:08 by Paolo

blog image Il cinema, soprattutto americano, è spesso a corto di idee e per sopperire a questa mancanza sfrutta vecchi copioni. Di solito i remake sono film mediocri, ma ci sono eccezioni.
Nel 1962 Gregory Peck e Robert Mitchum sono i protagonisti de “Il promontorio della paura”.
Peck è un avvocato che ha fatto condannare il criminale Mitchum. Quest’ultimo, quando esce dalla prigione, vuole fargliela pagare e minaccia l’avvocato e la sua famigliola, la classica famiglia mid-class americana con moglie e figlioletta, villetta a schiera con giardinetto e station-wagon.
Nessun fronzolo, nessuna nevrosi. I ruoli sono chiari: il buono da una parte e il cattivo dall’altra. Non c’è possibilità di errore.
Nel 1991 Martin Scorsese rifà il film e lo intitola “Cape Fear”.
Il “buono” è Nick Nolte, il “cattivo” è Robert DeNiro (notare le virgolette). L’avvocato ha commesso una grave mancanza, etica ma anche penalmente perseguibile: non ha portato in tribunale tutte le prove che avrebbero aiutato ad alleggerire la posizione processuale del cattivo (uno psicopatico strupatore), suo cliente. DeNiro quando esce dalla prigione vuole fargliela pagare. I ruoli non sono chiari: il cattivo ha le sue ragioni, il buono non è poi così buono, la moglie è nevrotica, la figlia non disdegna le attenzioni morbose del “cattivo”. Inoltre, e il messaggio è chiaro, Scorsese fa interpretare il ruolo dell’avvocato di Nick Nolte (il buono di questo film) a Robert Mitchum (il cattivo del primo film) e l’avvocato di DeNiro (il cattivo di questo film) a Gregory Peck (che era il buono del primo film).
Ottimo esempio di remake nettamente superiore all'originale, con un DeNiro e uno Scorsese che avrebbero meritato l'Oscar.



Video Pillole di cinema 1 - Sergio Leone
Posted on Thu, 18 Dec 2008 16:51:53 by Paolo

blog image I western di Sergio Leone costituiscono il momento di rottura rispetto a quelli epici, ottimistici, che descrivono la “nascita di una nazione” di John Ford.
Gli ”eroi” di Leone sono brutti sporchi e cattivi, non si battono per qualche alto ideale ma esclusivamente per una bel mucchietto di dollari. Anche “il buono” de "Il buono, il brutto, il cattivo" è solo più ironico degli altri ma non meno cinico e attento ai propri interessi.
Questa visione leoniana ha la sua apoteosi nel 1968 quando il regista italiano va in Monument Valley, location di quasi tutte le produzioni di John Ford, a girare “C’era una volta il West”. Il film è un grande omaggio all’epopea della frontiera cantata da Ford ma nello stesso tempo rappresenta l’atto conclusivo della leggenda e il passaggio a un’epoca nuova, caratterizzata dalla tecnologia (i treni), da nuovi personaggi più cinici, meno idealisti che non credono più (romanticamente) che per aggiustare le cose basti solo “un buon colpo di pistola”.
John Ford era il cantore della nascita di un mondo, mentre Leone ne racconta la morte.
I colori della Monument Valley di Ford sono solari, tersi e sterminati, quelli di Leone sono invece accecanti, polverosi e claustrofobici. Il colore di "C’era una volta il west" è quello seppiato di una foto d’epoca. Un colore del passato.
Come ebbe a dire lo stesso Leone: “L’eroe di Ford si affaccia alla finestra per guardare l’orizzonte, il futuro radioso. Il mio eroe se si affaccia alla finestra rischia di prendere una pallottola in fronte…”.



Video Intrigo Internazionale: il cinema di Roman Polanski
Posted on Sun, 21 Sep 2008 17:36:23 by Paolo

"Alcuni sostengono che la foto sia il contrario del cinema. Ferma l'attimo, ignora il divenire. Lei cosa ne pensa ?".

"Ma il cinema "è" fotografia! Ventiquattro scatti in un secondo. Alla scuola di cinema, in Polonia, il primo anno era dedicato alla fotografia, il vero punto di partenza"
(Roman Polanski)

Intrigo Internazionale: il cinema di Roman Polanski
Mostra Fotografica dedicata al regista polacco
Museo Nazionale del Cinema - Torino
24 Settembre - 8 Dicembre





Sort in reverse order

OltreFoto - Laboratorio Permanente di Fotografia - Copyright © 2008