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ancora su Arte vs Arte
Posted on Wed, 22 Oct 2008 00:25:53 by Fanton

blog image Credo che il quesito posto da Hatshepsut sia più che legittimo, soprattutto all'alba del terzo millennio, invaso dai media e dalla massificazione.
Se sposiamo l'idea che un'opera d'arte, per essere considerata tale, abbia bisogno di molte persone che vadano a contemplarla, allora potremmo definire “arte” anche un quotidiano particolarmente popolare o una di quelle performances televisive da quattro soldi in stile “reality”.
Credo che la fotografia rappresenti una forma d'arte e che abbia la stessa dignità delle altre forme espressive "classiche". E' che probabilmente è troppo giovane e non ha ancora avuto modo di essere messa alla prova dal Tempo, l’unico, implacabile giudice in grado di decretare il reale valore di un’opera d’arte.
Forse il dilemma nasce proprio dalla relativa giovinezza di questo mezzo espressivo, non è ancora ben chiara la differenza tra un artista della fotografia e un semplice fotografo, mentre è oggi più che evidente la differenza che passa tra una pittore e un imbrattatore di muri.
Forse la difficoltà nel creare una fotografia di valore nasce dal fatto che non si puo’ prescindere dalla realtà nel momento in cui viene scattata (a meno che non si utilizzi qualche trucco), mentre nella pittura l'artista ha milioni di possibilità espressive. Eppure credo sia proprio il carattere quasi estemporaneo della fotografia a farne un’ intrigante forma d'arte.
Basti pensare a Yusuf Karsh e alla potenza espressiva dei suoi ritratti che raccontano storie, pensieri, emozioni racchiuse nel momento in cui viene scattata la foto. Il fotografo cattura un istante fugace nel fluire del tempo, donandogli potenzialmente l’immortalita’. Ma poi, vivra’davvero in eterno quell’istante? Ancora una volta il Tempo potra’ prendersi, se lo vorra’, la sua rivincita: riacciuffare e risospingere nella tana dell’oblio cio’che gli era stato rubato.
D’altro canto, mi chiedo come un fotografo possa riuscire a rendere lo stesso sgomento e lo stesso senso di straniamento mostrato da Hopper (un “realista”!) in questo quadro. I colori sono vivaci e brillanti, la scena ritratta rimanda a un’idea di vacanza, di gioventu’e spensieratezza…ma…il mare e’rigido e “immobile”, solcato da creste insormontabili come muri, la boa, sproporzionata rispetto alla barca, si avvicina minacciosa, il cielo e’ ostile, il destino insesorabile…Un fotografo dovrebbe aspettare che la Natura si pieghi al suo volere o cambiare decisamente soggetto, cercando e attendendo con pazienza infinita e sensibilita’rapace un istante- quell’istante-che potrebbe non arrivare mai!
Come conciliare la flessibilita’e lo straordinario potere di aggiustamento dell’occhio umano con la rigidita’(immutabile?) dell’obiettivo?


E continuo a rincorrermi oscillando nei dubbi…

Comunque bravi! Continuate così! Credo che ci sia assoluto bisogno di iniziative come le vostre che stimolino il confronto e che insegnino a guardare oltre la superficie!



IlCommerciale said:

non sono propriamente d'accordo su quanto hai scritto. una foto può essere una rappresentazione della realtà ma anche una sua distorsione talmente forzata da distaccarsene completamente, tanto come in pittura o in qualsiasi altra forma espressiva. l'arte può essere arte perché emoziona chi ne è l'autore, a prescindere da come poi il tempo giudicherà l'opera. non c'è differenza fra il pittore e l'imbrattamuri se entrambi godono e si nutrono (metaforicamete) di quello che fanno. e nessuno deve essere giudice di un'arte che non sa comprendere. alla prossima!
Wed, 22 Oct 2008 10:25:18


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