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Regresso tecnologico imposto. Osserviamo passivi?
Posted on Mon, 01 Dec 2008 19:51:52 by IlCommerciale

Esiodo, prima ancora dell'avvento della filosofia, ne Le opere e i giorni si interroga, attraverso il filtro del mito, sul problema del progresso. Egli immagina un mondo soggetto ad una degenerazione progressiva a partire da una edenica Età dell'oro

Dall' EP all' MP3, dal Trinitron al Plasma, dalla Treccani a Wikipedia, dalla cabina del telefono all' IPhone. A nessuno più interessa la qualità in un' epoca in cui non si parla d' altro?

...piccola provocazione per noi che della qualità della comunicazione abbiamo fatto qualcosa più di un hobby...



IlCommerciale said:

Attento, però... la carne cotta può sicuramente essere un' evoluzione, ma anche questa non strettamente qualitativa, se si pensa a cosa viene perso durante la cottura e non interessa quello che si acquista CON la cottura, ma in un MP3 (o in un LCD, o in una foto, o in tante altre tecnologie) NON SI ACQUISTA QUALITA'. Non ho praticamente alcun vantaggio dal formato 'moderno' se non la praticità d'uso. NON è migliore come qualità, perchè parte delle informazioni sono andate perse, NON è migliore come supporto, essendo meno duraturo nel tempo e forse più soggetto a distruzione totale. NON è migliore come unicità, perchè facilmente riproducibile e modificabile (tant'è che un 'pezzo dal collezione' e una 'tiratura limitata' sono concetti sempre più ridicoli). Non mi voglio aggrappare alle tradizioni, ma uno Stradivari è e rimane uno Stradivari, e mentre fino a 15 anni fa la tecnologia mirava a riprodurne il suono nella maniera più fedele possibile, ora ha spostato il suo obiettivo. Si è arresa?

Tue, 02 Dec 2008 20:47:46


Frank said:

Caro commerciale,dovresti saperlo meglio di me che il progresso costa,in termini di ricerca e di competizione e ovviamente in termini di marketing. La gente compra perchè pensa di migliorare la sua condizione e allora è logico che chi produce distrribuisce e vende ci veda un profitto, quanto al vinile, alle valvole avevano sicuramente il loro fascino ma fanno parte di un mondo passato, tua figlia forse tra qualche anno non saprà già più cos’è l'I Phone perchè ci sarà qualcosa di ancora più tecnologico. Esiodo aveva ragione forse, ma probabilmente anche qualche uomo primitivo avrà storto il naso all'avvento del fuoco considerandolo una evoluzione inutile ma intanto mangiava la carne cotta e non cruda…
Tue, 02 Dec 2008 20:25:44


IlCommerciale said:

Caro Frank, come al solito mi aspettavo il tuo subitaneo commento, però devo farti un appunto: non ho appositamente toccato il tasto 'fotografia' per non incorrere nella solita, infinita dicotomia 'digitale-analogico', che alla fine si somma nella Fotografia.
Mi riferivo per esempio, ma non solo, al piacere di ascoltare la QUALITA' di un VINILE da una coppia (DUE e solo DUE) di coni in cellulosa spinti da caldi, pastosi e 'pieni' pentodi termoionici (valvole) e non un MP3 da 5, 6 o 7 altoparlanti grossi come un uovo disseminati per la casa, pre-processato da DSP, compressori, espansori di dinamica, interpolatori, correttori di errore, rifasatori di segnale e chi più ne ha più ne metta. Non sono contro la tecnologia, anzi, rincorro tutto quello che può REALMENTE migliorare il mio modo di vivere, ma chiedo semplicemente che non ci prendano in giro. Il progresso dovrebbe, secondo me, essere evoluzione, e l' evoluzione DEVE essere miglioramento, ma miglioramento di qualità e non di profitto. Altrimenti Esiodo aveva ragione...

Tue, 02 Dec 2008 19:33:17


Frank said:

E’ evidente che il mondo della comunicazione di oggi và (almeno) a due velocità molto diverse tra loro, quella dei media che si rincorrono a ritmi vertiginosi pronti a strapparsi le notizie e le relative immagini l’uno con l’altro, perché in un momento di crisi come quello odierno, arrivare primi sulla notizia fa la differenza in termini economici, di sponsor e di finanziamenti e qui la tecnologia la fa da padrona, e poi ci sono i puristi dell’immagine quelli che non si fanno coinvolgere dal demone della velocità a tutti i costi e di conseguenza della tecnologia. Non credere che a quest’ultima sfera non appartengano alcuni fotografi professionisti di gran classe, qualche tempo fa lessi su National Geographic i retroscena di un grosso servizio che Steve Mccurry (quello della famosa foto icona della profuga afgana per intenderci) realizzò per quella rivista sul Buddismo, bene si prese un anno e mezzo per realizzarlo in giro per il mondo dotato solo di reflex a pellicola e ottiche rigorosamente fisse, questo dimostra che anche i grossi media davanti ai grossi personaggi possono anche permettersi un freno alla tecnologia e alla fretta se questo permette di ottenere un prodotto di alta qualità… Quanto a noi che fretta abbiamo? Il progresso e la tecnologia nella nostra Passione hanno solo senso se possono piegarsi ai nostri interessi e al nostro piacere di fare fotografia…
Tue, 02 Dec 2008 00:17:36


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