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Pillole di cinema 1 - Sergio Leone Posted on Thu, 18 Dec 2008 16:51:53 by Paolo I western di Sergio Leone costituiscono il momento di rottura rispetto a quelli epici, ottimistici, che descrivono la “nascita di una nazione” di John Ford. Gli ”eroi” di Leone sono brutti sporchi e cattivi, non si battono per qualche alto ideale ma esclusivamente per una bel mucchietto di dollari. Anche “il buono” de "Il buono, il brutto, il cattivo" è solo più ironico degli altri ma non meno cinico e attento ai propri interessi. Questa visione leoniana ha la sua apoteosi nel 1968 quando il regista italiano va in Monument Valley, location di quasi tutte le produzioni di John Ford, a girare “C’era una volta il West”. Il film è un grande omaggio all’epopea della frontiera cantata da Ford ma nello stesso tempo rappresenta l’atto conclusivo della leggenda e il passaggio a un’epoca nuova, caratterizzata dalla tecnologia (i treni), da nuovi personaggi più cinici, meno idealisti che non credono più (romanticamente) che per aggiustare le cose basti solo “un buon colpo di pistola”. John Ford era il cantore della nascita di un mondo, mentre Leone ne racconta la morte. I colori della Monument Valley di Ford sono solari, tersi e sterminati, quelli di Leone sono invece accecanti, polverosi e claustrofobici. Il colore di "C’era una volta il west" è quello seppiato di una foto d’epoca. Un colore del passato. Come ebbe a dire lo stesso Leone: “L’eroe di Ford si affaccia alla finestra per guardare l’orizzonte, il futuro radioso. Il mio eroe se si affaccia alla finestra rischia di prendere una pallottola in fronte…”. |
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