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Laboratorio Permanente di Fotografia - Direttore Artistico Enrico Prada
   

 

 

Dizionario Giacomelli

 

Immagini in scena

 

di Enrico Prada

 

sabato 29 gennaio 2005

 

 

 

Ci sono persone che hanno un grande dono: riescono a vedere o immaginare quello che noi non sappiamo ancora scorgere. Noi, semmai, ci limitiamo a sospettare la presenza di qualcosa di sfuggente e per questo avvertiamo, talvolta, la necessità di saperne di più su questa zona d’ombra misteriosa che ancora non ha nome. Ma non siamo in grado, da soli, di definire e rappresentare cos’è questo “qualcosa”.

Loro, invece, ci riescono. E in questo sono grandi, perché descrivono con precisione ciò che nessuno sapeva come descrivere; perché danno forma a visioni che nessuno sapeva come rappresentare. Loro, Giotto Dante Shakespeare Mozart Leopardi Cézanne Picasso Klee Kubrick e altri ancora, si comportano come esploratori che s’avventurano in territori sconosciuti e ci riportano, al ritorno, cronache straordinarie dall’ignoto. Mario Giacomelli, fotografo, è uno di Loro. Anche lui ha saputo, con i suoi vertiginosi viaggi dello sguardo, riportarci immagini di una realtà nascosta: vere e proprie “visioni” dell’invisibile che dimora sotto la superficie delle cose, dei luoghi, dei sentimenti.

Tuttavia, il problema che abbiamo di fronte a queste “cronache dall’ignoto” è che sono rappresentazioni così inedite da stordirci: folgorazioni accecanti davanti alle quali i nostri riferimenti abituali si impoveriscono, diventano inservibili. Perché Loro, per rappresentarci l’invisibile, per raccontarlo, hanno dovuto inventarsi una lingua nuova, in grado di accogliere e dare un nome al nuovo che andavano scoprendo. Anche le fotografie di Giacomelli sono così: costruite con una lingua nuova. Una lingua che ha permesso al Maestro di vedere la poesia, di vedere il dolore, di vedere la solitudine e di mostrarli, come mai nessun altro aveva fatto. A noi, allora, non resta che imparare questa nuova lingua e iniziare l’ascolto e la comprensione del mistero delle sue immagini.

Nasce così l’idea di creare un piccolo “sillabario” visivo e lessicale da sfogliare in pubblico (“in scena”), per orientare l’ascolto di queste “immagini dell’invisibile”. Una specie di “visita guidata” in territori sconosciuti, per capire dove e come la luce, il corpo, la terra, i bianchi, i neri visti e raccontati da Giacomelli sono diversi da quelli che abbiamo sempre visto noi. Anzi: grazie a lui li vediamo per la prima volta, arricchiti di nuovi significati e nostri per sempre. Fotografie che ampliano il nostro vocabolario visivo e, con esso, le nostre possibilità di conoscenza.

 

Enrico Prada

Direttore Artistico di OltreFoto

 

 

 

 

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