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Laboratorio Permanente di Fotografia - Direttore Artistico Enrico Prada
 
 
 

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GIORNATE FOTOGRAFICHE VOGHERESI 2009

 

Grazia Neri: "Perché chiudo l'agenzia"

 

 

sabato 26 settembre 2009

 

 

 

È passata poco più di una settimana dalla inaspettata notizia - l’agenzia di Grazia Neri chiude – e OltreFoto, Laboratorio Permanente di Fotografia, ha avuto l’occasione per chiedere personalmente alla titolare il perché della decisione. È successo presso il Circolo Il Ritrovo, lo scorso 26 settembre, nel corso delle Giornate Fotografiche Vogheresi. «Alle difficoltà forti dell’editoria si è aggiunta la pesante crisi di mercato che tutti conosciamo. Ai giornali non interessano più le mie immagini e, più in generale, non sono disposti a spendere denaro per la fotografia di qualità. A parte il gossip, che non è e non sarà mai di mio interesse, non si producono più scoop, che erano il vero motore del settore – ha spiegato durante la conferenza in cui ha presentato i 40 anni del suo lavoro e la storia della sua agenzia - Non solo, i prezzi sono fermi agli Anni Novanta, colpa della concentrazione del mercato in poche mani e della nascita di multinazionali, come la Corbis e la Getty, che purtroppo hanno mandato in sofferenza numerosi fotografi, foto editor e agenzie». Il quadro è amaro. Con il digitale sono in molti a produrre immagini e a raccontare luoghi e avvenimenti attraverso i propri scatti – eventi come l’11 settembre 2001 a New York ne sono un esempio – Non solo, con Internet sta scomparendo il copyright, vale a dire il diritto di autore, anche a causa dei social network che permettono la condivisione facile e veloce di immagini, ma che tolgono all’autore la proprietà fisica e intellettuale sulle stesse. «Se è vero che con il digitale la concorrenza è aumentata, la differenza tra chi davvero racconta qualcosa e chi no è netta e proprio pensando a eventi come l’attentato a New York si può comprendere: un solo fotografo – Nachtwey – è riuscito a concettualizzarlo in poche immagini che sono e rimarranno nella storia del fotogiornalismo» ha puntualizzato. È seguita una lunga carrellata di significative fotografie di differenti autori, che l’agenzia ha compreso, aiutato a emergere e a farsi conoscere sul mercato; commentandole, Grazia Neri ha condiviso il suo modo di lavorare: quali immagini comunicano e quali no; quando ha senso pubblicare uno scatto – anche se “forte” – e quando invece è meglio soprassedere; quali fotografie vivono da sole e quali invece solo in un contesto di portfolio; l’importanza della didascalia, affinché non avvengano strumentalizzazioni. «Seguire e difendere una fotografia e il suo autore è stato uno dei compiti più importanti, delicati e difficili. È comunque fondamentale per chi svolge la mia professione – ha detto – Questo è il primo consiglio per ogni fotografo: vigilare sul proprio lavoro». Evitare i clichè, essere onesti, studiare e frequentare mostre, creare un proprio stile e confrontarsi con gli altri fotografi sono stati alcuni degli altri suggerimenti. Ne sono seguiti il giorno successivo, sempre presso il Ritrovo, dove Grazia Neri e la sua collaboratrice Paola Riccardi hanno letto il portfolio ai numerosi intervenuti.

 

 

 

 

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