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È passata poco più
di una settimana dalla inaspettata notizia - l’agenzia di Grazia Neri
chiude – e OltreFoto, Laboratorio Permanente di Fotografia, ha avuto
l’occasione per chiedere personalmente alla titolare il perché della
decisione. È successo presso il Circolo Il Ritrovo, lo scorso 26
settembre, nel corso delle Giornate Fotografiche Vogheresi. «Alle
difficoltà forti dell’editoria si è aggiunta la pesante crisi di mercato
che tutti conosciamo. Ai giornali non interessano più le mie immagini e,
più in generale, non sono disposti a spendere denaro per la fotografia
di qualità. A parte il gossip, che non è e non sarà mai di mio
interesse, non si producono più scoop, che erano il vero motore del
settore – ha spiegato durante la conferenza in cui ha presentato i
40 anni del suo lavoro e la storia della sua agenzia - Non solo, i
prezzi sono fermi agli Anni Novanta, colpa della concentrazione del
mercato in poche mani e della nascita di multinazionali, come la Corbis
e la Getty, che purtroppo hanno mandato in sofferenza numerosi
fotografi, foto editor e agenzie». Il quadro è amaro. Con il
digitale sono in molti a produrre immagini e a raccontare luoghi e
avvenimenti attraverso i propri scatti – eventi come l’11 settembre 2001
a New York ne sono un esempio – Non solo, con Internet sta scomparendo
il copyright, vale a dire il diritto di autore, anche a causa dei social
network che permettono la condivisione facile e veloce di immagini, ma
che tolgono all’autore la proprietà fisica e intellettuale sulle stesse.
«Se è vero che con il digitale la concorrenza è aumentata, la
differenza tra chi davvero racconta qualcosa e chi no è netta e proprio
pensando a eventi come l’attentato a New York si può comprendere: un
solo fotografo – Nachtwey – è riuscito a concettualizzarlo in poche
immagini che sono e rimarranno nella storia del fotogiornalismo» ha
puntualizzato. È seguita una lunga carrellata di significative
fotografie di differenti autori, che l’agenzia ha compreso, aiutato a
emergere e a farsi conoscere sul mercato; commentandole, Grazia Neri ha
condiviso il suo modo di lavorare: quali immagini comunicano e quali no;
quando ha senso pubblicare uno scatto – anche se “forte” – e quando
invece è meglio soprassedere; quali fotografie vivono da sole e quali
invece solo in un contesto di portfolio; l’importanza della didascalia,
affinché non avvengano strumentalizzazioni. «Seguire e difendere una
fotografia e il suo autore è stato uno dei compiti più importanti,
delicati e difficili. È comunque fondamentale per chi svolge la mia
professione – ha detto – Questo è il primo consiglio per ogni
fotografo: vigilare sul proprio lavoro». Evitare i clichè, essere
onesti, studiare e frequentare mostre, creare un proprio stile e
confrontarsi con gli altri fotografi sono stati alcuni degli altri
suggerimenti. Ne sono seguiti il giorno successivo, sempre presso il
Ritrovo, dove Grazia Neri e la sua collaboratrice Paola Riccardi hanno
letto il portfolio ai numerosi intervenuti.
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